{"id":318,"date":"2026-04-10T07:18:29","date_gmt":"2026-04-10T07:18:29","guid":{"rendered":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/?p=318"},"modified":"2026-04-10T08:16:46","modified_gmt":"2026-04-10T08:16:46","slug":"i-giovani-non-sono-persi-forse-non-li-stiamo-ascoltando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/?p=318","title":{"rendered":"I giovani non sono persi. Forse non li stiamo ascoltando\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019altra sera eravamo seduti a tavola, tra amici, una di quelle serate tranquille, senza un tema preciso. A un certo punto, quasi per gioco, ho fatto una domanda: \u201cVoi cosa votereste al referendum sulla separazione delle carriere della magistratura?\u201d. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Non era una domanda semplice, n\u00e9 una domanda \u201cda ragazzi\u201d. E invece \u00e8 successo qualcosa di interessante. Al tavolo con noi c\u2019erano due giovani, uno di 20 anni e uno di 17. Mi aspettavo una risposta vaga, magari distratta, oppure un \u201cnon so\u201d. E invece no. Hanno risposto, e lo hanno fatto con chiarezza. Non con slogan, non per imitazione, ma con un pensiero loro, costruito. Non era importante se avessero ragione o torto. Non era quello il punto. Quello che colpiva era altro: avevano letto, si erano informati, avevano fatto un passaggio interno. Non stavano ripetendo qualcosa. Stavano pensando. E questo, oggi, non \u00e8 scontato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono gli stessi ragazzi di cui spesso diciamo che sono sempre al telefono, che non leggono pi\u00f9, che non hanno interesse per niente. E sicuramente, in parte, \u00e8 vero. Vivono immersi in un mondo veloce, frammentato, spesso superficiale. Ma fermarsi l\u00ec \u00e8 troppo facile. Forse stiamo guardando solo una parte della realt\u00e0. Perch\u00e9 accanto a quella dimensione, rumorosa e visibile, ce n\u2019\u00e8 un\u2019altra, pi\u00f9 silenziosa. Una parte di giovani che si fanno domande, cercano informazioni, costruiscono un pensiero proprio. Non sempre in modo ordinato, non sempre completo, ma reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto non \u00e8 che i giovani siano \u201cpersi\u201d. Il punto \u00e8 che li interroghiamo poco. Oppure facciamo domande senza aspettarci risposte. E quando arrivano, a volte non siamo pronti a prenderle sul serio. Quello che ho visto quella sera non era competenza tecnica. Era qualcosa di pi\u00f9 interessante: un pensiero in formazione. Un pensiero non ancora definito, ma autonomo. Ed \u00e8 questo il passaggio fondamentale. Perch\u00e9 non \u00e8 necessario che un ragazzo abbia idee perfette. \u00c8 necessario che abbia idee sue.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una narrazione molto diffusa: i giovani sono distratti, fragili, disinteressati. In parte \u00e8 vero, ma non \u00e8 tutta la verit\u00e0. E quando raccontiamo solo quella, rischiamo di non vedere il resto. Il compito degli adulti non \u00e8 giudicare, ma creare spazi. Spazi in cui si pu\u00f2 parlare senza essere subito corretti, si pu\u00f2 sbagliare senza essere ridicolizzati, si pu\u00f2 pensare ad alta voce. Perch\u00e9 il pensiero nasce cos\u00ec, non nasce gi\u00e0 finito.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscendo da quella serata mi \u00e8 rimasta una sensazione semplice: i ragazzi non sono vuoti, sono pieni, ma spesso non trovano spazio. E allora la domanda giusta \u00e8 un\u2019altra: non \u201cche cosa non va nei giovani?\u201d, ma \u201cquanto siamo disposti ad ascoltarli davvero?\u201d. In fondo, quello che \u00e8 emerso quella sera \u00e8 qualcosa di semplice. I ragazzi hanno cose da dire. Non sempre le dicono nel modo che ci aspettiamo, non sempre nei tempi che vorremmo. Ma quando trovano uno spazio vero, parlano. E pensano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche questo il senso di un lavoro come il counseling: non dare risposte, ma creare le condizioni perch\u00e9 le persone possano trovarle. Soprattutto quando sono giovani. Perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec, in quello spazio, che un pensiero ancora fragile pu\u00f2 prendere forma e diventare, lentamente, qualcosa di proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo quella serata non ci ho pi\u00f9 pensato. Poi, a distanza di una settimana, mio figlio &#8211; il ragazzo di vent\u2019anni seduto a quel tavolo &#8211; mi ha detto una cosa che mi ha colpito. Mi ha detto che aveva apprezzato il fatto che lo avessi ascoltato davvero, che non avevo provato a convincerlo, che, pur sapendo che la pensavo diversamente, avevo rispettato il suo punto di vista. E ha aggiunto una cosa ancora pi\u00f9 significativa: che non \u00e8 cos\u00ec scontato. Che molti genitori dei suoi amici, in situazioni simili, cercano subito di correggere, indirizzare, influenzare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che si gioca qualcosa di importante. Non nel trasmettere idee giuste, ma nel permettere che un\u2019idea, anche imperfetta o non condivisa, possa esistere. Perch\u00e9 un pensiero, per crescere, ha bisogno prima di tutto di uno spazio, non di essere subito valutato. In fondo, quello che ho fatto quella sera non \u00e8 stato niente di speciale. Ho semplicemente fatto spazio. Eppure, a quanto pare, oggi questo gesto \u00e8 diventato raro.<\/p>\n\n\n\n<p>Se devo pensare a cosa sia davvero il counseling, non mi viene in mente una tecnica. Mi viene in mente questo: uno spazio in cui una persona pu\u00f2 dire quello che pensa senza sentirsi subito corretta, uno spazio in cui pu\u00f2 ascoltarsi mentre parla, uno spazio in cui un pensiero ancora incerto pu\u00f2 prendere forma. Senza fretta, senza pressione, senza qualcuno che lo sostituisca con il proprio. I ragazzi non hanno bisogno di essere guidati continuamente. Pi\u00f9 semplicemente, hanno bisogno di adulti che sappiano stare l\u00ec: abbastanza vicini da esserci, abbastanza lontani da non occupare tutto lo spazio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019altra sera eravamo seduti a tavola, tra amici, una di quelle serate tranquille, senza un tema preciso. A un certo punto, quasi per gioco, ho fatto una domanda: \u201cVoi cosa votereste al referendum sulla separazione delle carriere della magistratura?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":260,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=318"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/318\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":331,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/318\/revisions\/331"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/260"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/federicocostacounselor.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}